Quark XPress, Adobe InDesign o nessuno dei due?

Attualmente uno dei costi principali di una stazione di Desktop-publishing è proprio il Software.
Chi fa dell’editoria, della grafica pubblicitaria o della prestampa il suo pane quotidiano, non può certo rinunciare a quello che offrono i software per la grafica e l’impaginazione, che da anni accompagnano il Mac nelle più produttive aziende che orbitano intorno al mondo della stampa cartacea.
Quark XPress, Adobe InDesign e anche Photoshop hanno spesso costi insostenibili per chi vuole iniziare un’attività editoriale, spingendo l’utente a cedere all’illegalità, ma piuttosto che scaricare la copia pirata di uno dei software in questione, esiste la scelta più dignitosa e legale di rivolgersi ai programmi Open-Source. Scopriamo quali

I colossi dell’impaginazione possono vendere software per migliaia di euro, e quando i fondi scarseggiano e magari si lavora per una giusta causa, per la riabilitazione o per beneficenza è comunque possibile trovare in Scribus.app un’alternativa per lavorare.

Questo freeware, che si distingue per la sua specializzazione editoriale, mira ad essere il fantasma del defunto PageMaker: facile, intuitivo, multi-piattaforma e potenzialmente professionale.
Permette di realizzare degli EPS certificati e dei PDF qualitativamente pronti per la stampa digitale ed offset, appoggiandosi al motore di rasterizzazione Ghostscript, anch’esso completamente Open-Source.

L’installazione è scomoda, perché come abitudine nel mondo Linux, i componenti vanno installati in parte a mano, come i Framework nella Libreria. Il software è alquanto latente durante l’esecuzione, la curva di apprendimento è molto ripida e per sfruttare le potenzialità di Scribus è necessario essere un operatore evoluto dei programmi di impaginazione. Il download di Scribus è disponibile qui.

Ovviamente è indispensabile affiancare ad un programma di impaginazione anche uno per l’editing fotografico.
Photoshop difficilmente potrà essere sostituito del tutto da un freeware e le alternative sono davvero poche, però The Gimp.app si presenta come un valido surrogato al re incontrastato del fotoritocco.

È disponibile anche una versione di Gimp.app che strizza l’occhio a Photoshop per quanto riguarda i comandi da tastiera con la somiglianza di molti comandi e menù, ovviamente il nome già dice tutto, GimpShop.app.
È disponibile qui per le varie piattaforme.

Il software è potente, localizzato in italiano, ma limitato allo spazio cromatico RGB, esistono comunque mille modi gratuiti per convertire successivamente lo spazio cromatico in CMYK.

Ovviamente mi permetto di ricordare ai potenziali utilizzatori di questi software che in essi non troverete l’usabilità necessaria ad ottenere un flusso di lavoro veloce come quello dei più blasonati e costosi software professionali di Desktop-publishing, questa soluzione Open-Source è adatta a chi non vuole o non può investire troppi soldi nel proprio lavoro, a chi vuole realizzare qualcosa di buono senza per questo scaricare software pirata in maniera illegale.
—OraCle

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