Mettere le mani al posto giusto

Scriviamo l’inizio di questo articolo con una importante (quanto discutibile) premessa: Mac OS X è senza dubbio uno dei migliori Sistemi Operativi mai prodotti per un Personal Computer.
Il vecchio Classic aveva bisogno di una piccola manutenzione periodica effettuata a mano dall’utente, si poteva ricostruire il database della scrivania, oppure verificare, riparare o deframmentare il disco con le Norton Utilityes per Mac, eliminare preferenze corrotte o risolvere i conflitti di estensioni (e dei controlli) avviando con le estensioni disabilitate.
Da qualche anno tutto questo non serve più, il Sistema Operativo adesso è capace di effettuare script di mantenimento ad orari programmati, ed a tutti gli effetti si controlla e si aggiusta da solo, deframmentazione inclusa. Quindi, smanettoni di un tempo, mettiamoci l’anima in pace e lasciamo al nostro Mac il compito gravoso di farsi da solo le sue cose, magari lasciandolo acceso di notte qualche volta.
Attenzione però, c’è da prendere in considerazione un altro importante aspetto: molte applicazioni installate in secondo momento non sono “previste” da Mac OS X per cui non rientrano nei suoi programmi ordinari di pulizia.
…SegueDall’abbandono della piattaforma “classica” gli utenti Mac più smaliziati di vecchia data si sono trovati davanti ad un prodotto completamente rinnovato, anzi completamente nuovo e diverso, e questo articolo è rivolto a loro, persone che fino all’altro ieri affrontavano i problemi in scioltezza ed oggi non capiscono cosa succede “sotto”, nonostante l’utilizzo di Monitoraggio Attività o Top dal Terminale.

Il testo che state leggendo non vi potrebbe mai dire dove mettere precisamente le mani per risolvere un problema specifico, sarebbe impossibile in una piccola pagina di testo illustrare tutte le potenziali problematiche offerte dai software installati sui Mac, ma ci auguriamo di essere in grado di farci capire su come aprire la mente per affrontare in maniera razionale e logica un eventuale malfunzionamento di un programma.
Questi programmi di terze parti, quanto più complessi sono, tanto più si rivelano dei veri e proprio Sistemi Operativi in miniatura, con file di supporto, plug-in, font, estensioni, script e preferenze. Proprio come il Sistema anch’essi fanno ricorso a Cache e File temporanei per velocizzare le più comuni e ripetitive azioni del software. Basti pensare ad Adobe Photoshop, da anni il migliore programma in assoluto, e alla sua libreria di supporto dell’applicazione, ai suoi strumenti aggiuntivi e plug-in aggiuntivi, anche da altri produttori. E proprio come un Sistema Operativo sono soggetti a malfunzionamenti quando i permessi dei file si rovinano o qualcos’altro non funziona bene.

Cosa succede, per esempio, quando qualche file tra quelli più stressati (cache e preferenze) dovesse cedere e corrompersi? Difficilmente sarà possibile ripristinare il corretto funzionamento del programma con una utility come Utility Disco, Onyx, Cocktail e company.
Forse un software più massiccio come quelli per il controllo di tutti i file su disco potrebbe riuscire ad individuare il file con il problema e a recuperarlo, ma quest’operazione implica, oltre al prezzo dell’acquisto del programma, lunghe attese spesso allarmanti in ambito lavorativo.

La cosa più difficile è individuare quel piccolo file da pochi kb che pregiudica tutto il funzionamento corretto del programma, o che ne rallenti in maniera visibile il funzionamento.
Infatti guardate cosa succede (durante un Backup in esecuzione) sul nostro HD: ad occhio nudo o tramite gli strumenti software normalmente a corredo non potremmo mai immaginare cosa si muove sotto la rassenerante interfaccia grafica di Mac OS X.
Se non siamo in possesso di uno dei più importanti (quanto sconosciuti) strumenti di monitoraggio degli eventi (fseventer) difficilmente riusciremo ad individuare il problema tra le migliaia di file che potrebbero potenzialmente essere incriminati.
Spesso il file appartiene alle preferenze o alla cache dell’applicazione, ma non possiamo buttare tutto nella speranza di recuperare le funzionalità perdute.

Un esempio basilare lo possiamo fare anche con Mail.app, applicazione di Sistema che certamente possiamo testare insieme.
Scarichiamo Fseventer, abilitiamo il funzionamento inserendo la password di amministratore, ed eseguiamo il monitoraggio del Mac.
Lanciamo Mail.
Quali sono i file che vengono immediatamente interrogati dal software?
Ovviamente le preferenze utente com.apple.mail.plist e attenzione… Envelope Index, un file che può spesso diventare pesante e delicato.
Se Mail dovesse avere problemi adesso sappiamo che vanno ricercati in questi due file, o a sorpresa in un file invisibile che si chiama .mboxCache.plist e si trova in Home/Libreria/Mail.
Facciamo le prove con altri software Apple, come iPhoto, Rubrica indirizzi, etc e scopriremo cose davvero comode. Spesso nella cartella ByHost possono nascondersi insidie, ma anche nelle cartelle, cache, preferences o in quelle nascoste tmp.
Spesso si tratta di file facilmente eliminabili e ricostruibili, ma buona regola è spostarli nel cestino solo dopo averne fatta una copia di sicurezza.
E ad ogni spostamento eseguire un logout affinché abbia un sicuro effetto, o un riavvio se il file non risiede nella Home.
Vedremo che più tempo utilizzeremo questa tecnica di monitoraggio del File System, più acquisteremo le capacità di individuare la causa di ogni problema software legato ad un programma non Apple.
Facendo sempre bene attenzione a non spostare file vitali ed indispensabili al corretto funzionamento del Sistema Operativo.

—Oracle

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