Ma serve un antivirus per Mac?

Nei giorni scorsi abbiamo appreso su Ping!, il blog di Lucio Bragagnolo, della pubblicazione da parte del sito attiva.com (distributore autorizzato Apple) di un PDF  “informativo” di Intego che ci è apparso forse a tratti un po’ fuorviante.
Negli ultimi anni, si sa, il successo di Apple e della piattaforma Macintosh ha raggiunto limiti considerevoli che per altro non danno cenni di arresto, ci basti pensare che in un momento così difficile per la nostra Economia, l’Azienda di Cupertino apre nuovi esercizi commerciali e produce nuovi posti di lavoro.
E non solo Apple beneficia di questo successo, in quanto attorno a computer, iPod e iPhone ruotano molte altre aziende che producono accessori, servizi, custodie, gadget, personalizzazioni, software, e altro ancora.
In questo contesto si potrebbero collocare anche i prodotti per la sicurezza informatica, software storicamente indispensabile su piattaforma Windows. Ma serve un antivirus per Mac?
È questa infatti una delle prime domande che si pongono coloro che si apprestano a valutare il passaggio ad un computer Apple e al suo Sistema Operativo Mac OS X, e ad una prima lettura affrettata delle informazioni divulgate dalle case produttrici di antivirus, sembrerebbe proprio di sì.
Tuttavia è sufficiente fermarci un attimo a riflettere sulla realtà di Mac OS X e in generale dei sistemi basati su UNIX – realtà ben diversa da quella che purtroppo affligge i sistemi Microsoft – per renderci conto che, almeno in ambito domestico, siamo ancora ben lontani da una reale necessità di “invadere” il nostro Sistema Operativo con software che paradossalmente potrebbero rivelarsi sfavorevoli alla nostra esperienza con Mac, tanto da essere spesso ironicamente paragonati essi stessi ad una sorta di “virus”.
In pratica, Mac OS X non è Windows, e sebbene come tutti i Sistemi Operativi non sia immune al 100% da rischi, non è sempre detto che “un antivirus è meglio”.

Ad oggi i virus noti (ma non diffusi) per Mac OS X sono due:

– OSX.MachArena.A (anche detto OSX.Macarena)
– Oompa-Loompa (anche detto Osx/Oomp-A o Leap.A)

Per fornire un’idea in termini di paragone, i virus noti (e diffusi) per i sistemi Windows sono centinaia e centinaia di migliaia.
Il discorso non è molto dissimile per quanto riguarda il malware in generale, e a difendersi da trojan e simili sulla nostra piattaforma non occorre molto di più del semplice buonsenso, principalmente basta:
non scaricare per nessuna ragione “codec video” o altro software proposto da solerti finestre pop-up mentre si naviga in rete: “chiudi” sarà il pulsante da scegliere sempre senza esitazione (meglio la scorciatoia Mela+w);
non installare applicazioni non originali scaricate da siti non attendibili e sconosciuti, compresa la rete P2P, perlomeno non senza una precisa consapevolezza del rischio (e tralasciamo l’aspetto etico per restare su quello della sicurezza).
Potremmo aggiungere altri suggerimenti, come l’uso di una password sicura per il proprio account, mantenere aggiornate le applicazioni che interagiscono col web, e altro ancora, ma riteniamo che queste operazioni siano incluse nella categoria del “semplice buonsenso”, e che eventualmente possano essere apprese anche strada facendo.

Quindi, se non saremo impreparati, non saremo neanche colti da dubbi e incertezze riguardo la sicurezza della nostra piattaforma, specie leggendo informazioni di origine pur sempre commerciale, quindi naturalmente tese ad ingigantire gli effetti. Mac OS X non è meno sicuro oggi di quanto Mac OS lo sia stato in passato, non è vero che la sua maggiore diffusione significa maggiore diffusione di malware, infatti c’erano molte più minacce con il vecchio Mac OS nonostante all’epoca fosse meno diffuso; inoltre Apple pubblica gli aggiornamenti di sicurezza in base ad una perfetta analisi tra urgenza e necessità, al fine di ridurre al minimo il numero di aggiornamenti e fornire una maggiore stabilità dell’aggiornamento stesso.
Un software che gira costantemente in background (come un antivirus) non può non sottrarre risorse ed energie al nostro Sistema Operativo, provocando rallentamenti e fastidi che si pongono in contrasto con le principali virtù del nostro amato Mac: velocità, leggerezza, stabilità ed efficienza; potrebbe inoltre talvolta rendere più difficoltosa l’installazione delle applicazioni, e se per qualche motivo ci dimenticassimo di aggiornarlo, potrebbe anche potenzialmente nuocere al Sistema stesso. A ciò si può aggiungere poi un aspetto emotivo da parte dell’utente che, sentendosi protetto dal software, potrebbe essere portato a non valutare correttamente un suo eventuale comportamento a rischio.
Meno “inutili”, ma solo concettualmente, gli antivirus che hanno lo scopo di riconoscere le infezioni per Windows, al fine di non renderci cosiddetti “portatori sani” in caso di scambio di file con utenti Windows, ma se consideriamo che questi ultimi devono necessariamente essere già protetti “a monte”, possiamo sorvolare anche su questo aspetto.
Infine, volgere uno sguardo all’informazione, seguendo forum o siti specializzati in campo Mac, ci manterrà costantemente aggiornati e ancor più difficilmente vulnerabili sotto ogni aspetto.

7 commenti a “Ma serve un antivirus per Mac?”

  1. Parole piene di saggezza, nei due anni che uso il Mac non ho visto neanche l’ombra di qualcosa che assomigli a un ospite indesiderato. Poi con la nuova funzionalità di Safari 4 che ti avvisa che un certo sito potrebbe avere contenuti pericolosi, mi sento molto al sicuro.

      1. È consigliabile, infatti, impostare le preferenze dei browser in modo che non aprano mai in automatico file scaricati.
        A volte questi possono essere veicolati da qualche vecchia pubblicità in Flash (anche su siti di indubbia reputazione), anche se quasi sempre si tratta di file .exe. 😀

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