La stampa moderna

Sfogliare una rivista, leggere un libro, osservare un depliant o accettare un biglietto da visita sono gesti quotidiani, ma spesso, chi non è del settore, ignora tutto quello che c’è a monte di un foglio stampato e quali sono i passaggi per realizzarlo.
Come nasce la carta stampata, quali sono le attrezzature utilizzate, qual’è il computer ed i programmi più utilizzati per realizzare un lavoro tipografico?
Lo scopriamo durante una nostra visita in tipografia dai nostri amici Peppe e Salvatore.
…SegueQuesti due giovani ragazzi, dopo anni di duro lavoro da dipendenti, hanno deciso di fare il grande passo e di aprire un centro di stampa, eseguendo lavori tradizionali in piombo, lavori moderni con tecnologia offset e piccole tirature in stampa digitale. Tutte le loro attrezzature, anche quelle meno recenti, sono sempre revisionate ed impeccabili. Attualmente con le tecnologie di connettività a disposizione è spesso possibile inviare al mattino un file definitivo e ritirare il lavoro stampato poche ore dopo. La qualità è ancora un diritto del cliente ed in un paese come il loro, poco sviluppato nel settore grafico, è davvero una caratteristica rara.
Il cliente iniziale si rivolge ad uno studio grafico, altra realtà che approfondiremo in futuro, per realizzare il lavoro, spesso un’immagine coordinata legata ad una produzione successiva di depliant, locandine, cartelline, manifesti o riviste, mentre nel caso di un libro o di una piccola edizione, il cliente normalmente si rivolge piuttosto ad una casa editrice.
In questi studi nasce e si materializza l’idea per venire poi realizzata con diverse tecniche di illustrazione (talvolta manuali), ma sempre finalizzata con l’utilizzo di un computer, ovviamente un Macintosh. È qui, dove è imperdonabile fermarsi per colpa di un fermo macchina (in inglese downtime), che il Mac è riuscito ad imporsi, grazie anche all’impegno delle software house, Adobe in testa, che hanno investito fortemente nello sviluppo dei programmi professionali per la nostra piattaforma.
I software utilizzati dal grafico sono spesso quelli abituali: Photoshop per il trattamento delle immagini; Illustrator o Freehand per il disegno vettoriale; InDesign o XPress per l’impaginazione multipagina; e Acrobat Professional per l’invio di bozze e per la chiusura del flusso di lavoro. Questi programmi, è evidente, sono perfettamente integrati tra loro e grazie a Mac OSX hanno raggiunto un’affidabilità che non teme la concorrenza.
Dopo la revisione finale delle bozze, il file .PDF viene inviato al tipografo, che ne verifica la bontà e procede all’incisione delle lastre (se stampato in Offset) o alla stampa diretta in digitale (se il prodotto lo permette). La fase finale è destinata al taglio ed all’eventuale lavorazione di allestimento.

Il computer del tipografo deve necessariamente funzionare ‘sempre’, non è possibile fermare la giostra neanche per mezza giornata, altrimenti i lavori subirebbero un ritardo e si potrebbero accavallare con quelli in coda. Ecco perché nel settore della stampa e della prestampa il Macintosh si è imposto con forza, anche se non necessariamente debba trattarsi di un potentissimo modello di punta.
Da Emmegi, questo il nome della tipolitografia di Peppe e Salvatore, ci sono soltanto tre macchine Apple: un vecchio G3 beige per rippare i file PostScript sulla fotounità delle pellicole; un meno obsoleto eMac G4 1,25 GHz destinato alla posta, ai piccoli lavori ed alla battitura dei testi; ed un più recente iMac Intel CoreDuo 24″ per il lavoro pesante. Queste macchine anche se destinate ad un settore meno professionale svolgono molto bene il loro lavoro anche in un reparto così esigente, ma nei progetti futuri di Emmegi c’è in cantiere l’acquisto di un Quad Xeon.
Ecco qui le foto della nostra interessante giornata.

La tipolitografia Emmegi risponde al numero telefonico 081-8738114.

—OraCle

5 commenti a “La stampa moderna”

  1. GRAAAANDEEEE!!!
    e grandissimi salvatore e peppe!!!

    non avevo avuto il tempo di vedere ancora la nuova 4 colori, ed adesso l’ho vista almeno in foto, peccato ci sia “rentezzullo” a rovinare il reportage!!! 😀
    scherzo!

    ciao ragazzi.


    Stay Hungry. Stay Foolish.

    1. Attenzione che nella tipografia di fenix con la 4 colori bisogna fare 4 passate!!! Avete ancora tutto da imparare pivelli 😛
      Cito dalla maclist 😀
      " woow
      davvero bella
      ricordo che nella tipografia in cui lavoravo come grafico
      doveva fare 4 passaggi "
      Ciao 😛

      Stefano Ferrara

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