iMaccanici provano i nuovi iMac

Non abbiamo resistito, 450 chilometri andata e ritorno, ma ne è valsa la pena.
La nostra visita all’Apple Store Roma Est ci ha permesso di toccare con mano e provare le nuove tastiere ed i nuovi iMac introdotti da Apple il giorno prima.
Partiamo subito dall’estetica, il logo Apple frontale non è a specchio, come potrebbe sembrare dalle foto ufficiali di Apple, ma è nero, lucido e di un materiale che all’apparenza sembra vetro, probabilmente lo stesso materiale antigraffio che ricopre il display, denominato “glossy”.
Il retro dell’iMac è anch’esso nero, ma di materiale plastico opaco, che ospita, oltre al classico attacco per l’alimentazione, l’ingresso e l’uscita audio, 3 porte USB2, una porta Firewire 400, una porta Firewire 800, una porta Ethernet 10/100/1000 ed un’uscita per il secondo monitor. Cos’altro ci ha colpito del nuovi iMac? …Segue
L’iSight integrata realizza riprese 640×480 superiori nella qualità alle migliori webcam in commercio, e grazie alla compressione H.264 permette videochat dalla fluidità invidiabile.
Molti hanno mostrato una certa perplessità nell’adozione, da parte di Apple, dei monitor “Glossy” rivestiti dal vetro lucido antigraffio, a causa dei riflessi provocati dallo stesso. Bene, possiamo affermare che, grazie all’alta luminosita dei display ed all’alta trasparenza del vetro, nessun riflesso, anche quello più intenso e diretto, riesce a rendere difficile la lettura del monitor.
Il peso è notevolmente ridotto, sollevando l’iMac con entrambe le mani si ha una sensazione di maggiore rigidità e di minor peso, infatti il vecchio iMac 17″ pesa all’incirca come il nuovo da 20″, e lo spessore è certamente inferiore.
La tastiera poi è la vera rivoluzione, finalmente Apple aggiorna le porte dell’hub a USB2, permettendo trasferimenti rapidi da iPod e comunissime PenDrive, lo spessore è ridottissimo, ma il peso del metallo la rende stabile e solida. I tasti sono silenziosi, ricordano vagamente quelli dei MacBook, ma si vede che hanno una qualità superiore ed una morbidezza al tatto a prova di polpastrelli sensibili. Sarà difficile abituarsi alla scomparsa del logo Apple dal tasto Command, ma lo faremo.
È stato molto cordiale e simpatico Peppe, il nostro conterraneo dell’Apple Store, che poi ci ha presentato Alberto, il Genius che si occupa della riparazione dei Mac con problemi hardware, con il quale abbiamo scambiato qualche considerazione sulle nuove macchine, sui processori Core 2 Extreme, sul prossimo Leopard e su come e perché migliorerà notevolmente i nostri computer, vecchi e nuovi.
Mentre sugli scaffali troneggiano le confezioni di iWork e iLife’08, inclusa in ogni nuovo Mac, ci allontaniamo soddisfatti della professionalità del personale, che ci ha accompagnati in questo tour guidato alla scoperta dei nuovi prodotti Apple disponibili ad un prezzo veramente concorrenziale.
Il nuovo iMac costa infatti 1199 euro, lo stesso prezzo del modello vecchio da 17″. L’unico rammarico è che non abbiamo potuto vedere cosa era in grado di fare il modella da 24″ con il nuovo processore Intel Core 2 Extreme a 2,8GHz poiché non era ancora disponibile, ma torneremo subito dopo ferragosto e lo scopriremo!

—OraCle

4 commenti a “iMaccanici provano i nuovi iMac”

  1. Anche io l’ho provato e ho avuto le tue stesse impressioni! anche per me la scelta del glossy è geniale!

    ciao giovanni


    – and B00M –

  2. Come da tue parole:
    In cosa, anche solo a grandi linee, migliorerà i nostri computer “vecchi”? Saranno ancora beneficiati, ad esempio, i G4 dual del 2003
    opportunamente imbottiti di Ram (2Gb) e con una scheda video decente (X800)?
    Grazie mille.
    Roberto

    1. Non so se hai provato il passaggio da Jaguar a Panther (credo di si).
      Ricordi quel salto di prestazioni? Bene, probabilmente assisteremo a qualcosa del genere, anche su un G4, considerato ormai obsoleto. Il problema resta però nelle applicazioni, ormai tutte hanno richieste sempre maggiori (vedi il nuovo iMovie) per cui sarà difficile immaginare di poter restare ancora a lungo con un G4, pur se dual, tenendolo aggiornatissimo nel software.

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