iMac 24" 3,06GHz vs Mac pro Quad Xeon 2,66GHz

Abbiamo confrontato in una breve, ma ben collaudata serie di test, l’iMac 24 di punta, con processore Intel Core 2 Duo a 3,06 GHz, contro il “vecchio” Mac Pro corredato dal Quad-Core a 2.66GHz.
Pur se introdotto quattro mesi fa, ci è stato possibile solo oggi mettere le mani su questo gioiellino da scrivania, e lo abbiamo spinto in una lotta apparentemente impari sotto l’aspetto tecnico, poiché il Quad ha a disposizione ben quattro core contro i due dell’iMac 24″, ma le sorprese non sono mancate.
Partiamo dal prezzo, l’iMac costa 1.918,99 euro e non offre l’espandibilità del Mac pro, ma certamente include un monitor da 24″ di elevata qualità che permette di utilizzarlo anche come importante strumento di intrattenimento (grazie al telecomando incluso o ad una tastiera opzionale Apple Wireless); di contro il Mac pro del 2007, che costava circa 2500 euro, consente ancora oggi importanti upgrade hardware all’utente finale e promette performance di tutto rispetto nelle applicazioni professionali.
…segueL’iMac “casalingo” più di una volta è stato in grado di tenere testa se non di battere sul tempo l’imponente Mac pro a quattro nuclei, soltanto però nelle operazioni dove i processori non vengono messi alla frusta, e cioè nelle esportazioni di QuickTime, nell’apertura di determinate applicazioni “quotidiane” e nelle conversioni effettuate da iTunes, iMovie, iDvd e iPhoto. Per esempio, sull’iMac 24″ Quick TimePro 7.5 ha eseguito una conversione video da .DV a .AVI in 10 minuti e 15 secondi, mentre sul Mac pro è stato necessario attendere 12 minuti e 55 secondi. La storia si ripete con iTunes, dove il Mac pro per una conversione da .Aiff a .MP3 ha dovuto aspettare 11 secondi in più rispetto al minuto netto dell’iMac.
Discorso diverso in merito a Photoshop 10 incluso nella CS3 (che al contrario spinge al massimo ogni nucleo) il quale ha fatto mangiare parecchia polvere all’iMac top di gamma. Con programmi di qualità superiore come Photoshop la situazione non solo si capovolge, ma migliora notevolmente a favore del Mac pro: il tempo di attesa, comunque buono dell’iMac, quasi si dimezza grazie ai quattro muscolosi core del Mac professionale sfruttati a fondo, infatti l’iMac ha fatto aspettare 6 minuti e 05 secondi per applicare una sfumatura radiale con zoom su un file da 391 MB, mentre il Quad ha richiesto solo 3 minuti e 32 secondi.
Una curiosità, lo stesso filtro di sfocatura radiale eseguita sul Mac pro 2008 a otto core ha impiegato solamente 1 minuto e 42 secondi, a conferma della bontà dell’applicazione di Adobe.

Un altro fattore interessante emerge con l’utilizzo di Mac OS X 10.5.4 (Leopard), che nella maggior parte dei casi migliora i tempi di elaborazione rispetto ai precedenti test svolti con Tiger, (vedi Utility di Compressione figlia del BOMArchiveHelper di Tiger).
Tutto questo rafforza la speranza in un futuro roseo anche per le macchine meno recenti, grazie ai benefici che dovrebbero essere introdotti da Snow Leopard.

Seguendo l’andamento delle applicazioni tramite Monitoraggio Attività, si evince che le applicazioni per Mac potrebbero suddividersi in tre tipologie, una estremamente rara che sfrutta a fondo ogni processore, un’altra che li sfrutta tutti (come Roxio Toast) ma dal 50 al 75 percento, e una terza che ne sfrutta soltanto uno o al massimo due al 100 percento e talvolta in maniera instabile. È sconcertante constatare che le applicazioni sviluppate da Apple rientrano spesso nell’ultima categoria, forse perché fondamentalmente si tratta di applicazioni “vecchie” che utilizzano vecchi codici semplicemente rimaneggiati, o che si appoggiano a QuickTime che ormai non nasconde più il peso degli anni. Un giorno tutte le macchine potranno venire sfruttate a fondo da applicazioni scritte meglio e con l’uso di un Sistema Operativo ottimizzato, con la dimostrazione che il lavoro svolto dagli ingegneri di Cupertino porterà notevoli vantaggi grazie anche all’introduzione di QuickTime X, Grand Central e OpenCL.

Lo scopo di questo test era quello di dimostrare quanto un computer Apple casalingo possa competere con macchine di fascia professionale di una dozzina di mesi fa, e quanto possa a volte rivelarsi ideale o meno l’acquisto di un iMac a 3,06 GHz.
Concludendo abbiamo riscontrato che un iMac di punta non deve rimpiangere le performance di macchine a 4 o 8 core su applicazioni da riscrivere, che spesso potrebbero rivelarsi proprio quelle di utilizzo quotidiano. Inutile quindi cercare prestazioni migliori di iDvd, iMovie, QuickTime in macchine con più processori, non è una questione di hardware, ma di software.

Segue la tabella aggiornata con i tempi rivelati sui test eseguiti nei nostri MacLab, ribadiamo ancora una volta che l’utilizzo quotidiano di un Mac non prevede l’adozione di un software per benchmark (del resto in rete di test del genere ce ne sono a bizzeffe), ma nella maggior parte dei casi l’uso di comuni applicazioni, professionali e non, per l’audio, il video o la grafica.


– OraCle

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