Il martedì buono di Apple

Come già noto a molti, grazie anche alle rumorose anticipazioni lette sul web, Apple ha aggiornato tutta la linea di computer desktop, apportando modifiche buone e giuste principalmente all’hardware, ma andiamo controcorrente e cominciamo ad elencare le notizie cattive, cioè dalle rinunce dovute all’introduzione di queste novità.
Questo upgrade segna la scomparsa definitiva della porta FireWire 400 da tutti i computer Apple, poco male poiché la retrocompatibilità è garantita al costo di un cavetto da pochi euro (purtroppo non incluso). Anche il Mac mini perde il pratico ed economico (19 euro) telecomando Apple, accessorio che scompare definitivamente dalla dotazione di serie di tutti i Mac. La tastiera dell’iMac perde a sorpresa (nella configurazione standard) il tastierino numerico, ma fortunatamente è sufficiente ricordarsi di modificare l’ordine inserendo (senza sovrapprezzo) la Apple Keyboard estesa.
Il Mac Pro perde impietosamente quattro slot per le Ram nella configurazione a singolo processore quad-core (massimo 8GB di Ram), mentre il modello a doppio processore quad-core raggiunge felicemente i 32GB di memoria Ram installabile.
Scompare anche l’aggressivo prezzo d’acquisto più basso, adesso il Mac più economico costa ben 599 euro, mentre l’all-in-one base non c’è più, e i precedenti modelli da 20″ si sono unificati in un unico prodotto, elevando il prezzo da 999 a 1099 euro. Curiosa la politica del rialzo dei prezzi a discapito del nostro listino, infatti in U.S.A. il Mac mini continua a costare 599 dollari (come il modello precedente) mentre in U.E. l’aumento di cento euro è stato sensibile, quanto ingiustificato. L’unica perdita gradita da tutti è certamente quella dell’ormai fatidico masterizzatore Combo (DVD-ROM/CD-RW) che finalmente scompare da tutte le macchine Apple attualmente in vendita.

Ma adesso è il momento di analizzare quanto valore Apple abbia aggiunto ai suoi prodotti.
Il Mac mini offre una porta USB2 in più (5 in tutto), una migliore scheda grafica (NVIDIA GeForce 9400M), una doppia uscita video(Mini DisplayPort + Mini-DVI), una porta FireWire 800, e la nuova AirPort Extreme (802.11n).
È disponibile solo con il processore a 2.0GHz (contro quello a 1,83) e nelle due configurazioni cambia solo per la quantità di memoria Ram preinstallata, per la capacità del disco rigido, e per la quantità di Ram condivisa destinata alla NVIDIA GeForce 9400M. Per chi desidera invece un processore da 2.26 GHz (al posto di quello da 2.0 GHz) potrà configurarlo in fase di prenotazione con un sovrapprezzo di 140 euro.

L’iMac guadagna processori più veloci, il doppio della memoria Ram (espandibile fino a 8GB), Hard Disk più capienti e nuove schede video (di serie e opzionali) per un aumento considerevole delle prestazioni. Come anticipato i modelli da 20″ si unificano partendo da 1.099 euro, mentre quello da 24″ si divide in tre modelli: con processore da 2,66GHz (1.399 euro), 2,93GHz (1.699 euro) e 3,06GHz (2.099 euro). Ma le differenze risiedono anche nella scheda grafica e nella capacità degli Hard Disk (1TB nel modello di punta). Il modello base da 24″ è attualmente il più invitante, anche se dotato “solo” si una NVIDIA GeForce 9400M con 256 MB di memoria DDR3 condivisa. La perdita della firewire 400 viene consolata dagli ingegneri di Apple dall’aggiunta di un’altra porta USB2, per un totale di quattro (più due sulla tastiera).

Il Mac Pro è stato aggiornato nei processori, nella parte interna del case e nella scheda logica. La novità più importante riguarda i nuovi Xeon Quad-Core (fino a 2,93 GHz) con tecnologia “Nehalem” con 8 MB di cache L3, che aiutano ad offrire prestazioni 1,7 volte migliori della precedente generazione. Frontalmente, ma anche sul retro, la porta FireWire 400 viene sostituita con la più veloce 800, offrendo così un totale di quattro porte FireWire 800 e cinque USB2 (più due sulla tastiera). L’interno completamente riprogettato rende questo Mac Pro la più bella workstation mai prodotta al mondo, e la facilità di espansione è senza precedenti.

Apple ritocca anche le velocità dei processori dei MacBook Pro, la velocità nel modello intermedio passa da 2,53 a 2,66 GHz (+270 euro in BTO fino a 2,93 GHz), nel modello di punta passa da 2.8 a 2,93 GHz, con la possibilità opzionale di montare disco SDD da 256 GB (+700 euro). Il nuovo MacBook Pro modello MC026T/A viene definito semplicemente “Best”.

Rinnovate anche le basi AirPort Extreme e Time Capsule, che introducono il Wi-Fi 802.11n con dual band simultanea. Le basi lavorano simultaneamente nelle bande a 2,4GHz e 5GHz, consentendo a tutti i dispositivi in rete di utilizzare automaticamente la banda ideale. Introdotta anche la funzione per creare una rete “Ospiti”, per separare la propria rete da quella accessibile ai visitatori, salvaguardando la rete privata, i propri computer, le stampanti e i dischi rigidi condivisi: l’ideale per ambienti molto frequentati come quelli delle attività commerciali. Time Capsule con il nuovo aggiornamento permette anche di funzionare come file server facilmente accessibile come un iDisk, ma solo se abbinata ad un abbonamento ai servizi MobileMe.
Concludendo, gran bel martedì di Apple quello di ieri, peccato che come al solito l’effetto sorpresa è stato smorzato dagli insistenti rumors, che già settimane prima erano diventati più credibili grazie a foto e filmati relativi al nuovo Mac mini.

6 commenti a “Il martedì buono di Apple”

  1. Porca vacca! (si può scrivere vero?)
    credo proprio che sarò costretto a comprarmi un iMac…

    MacBook Black 2.16GHz ram 3GB – – iPhone3G 16GB Black

  2. non vedo l’ora di avere un "24 pollici tra le mani", ma per la ram avete qualche suggerimento? Conviene prenderla sul sito apple?

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