Hasta la vista, Vista!

Il 7 Agosto scorso si è tenuto il WWDC 2006 di San Francisco, regalandoci per quest’estate una carrellata consistente di novità, alcune delle quali veramente segnanti la storia informatica, almeno quella della Apple.
Come l’hanno scorso, anche al WWDC del 2006, gli uomini di Jobs per provocare Microsoft, hanno affisso alle pareti del Moscone Center delle gigantografie pubblicitarie che si riferiscono alla casa di Redmond e la sua cattiva abitudine di scopiazzare da sempre l’OS di Cupertino.
Nel 2005 capeggiava la scritta: “Redmond, start your Photocopiers” ed in effetti, dopo aver visto le anteprime di Vista, i programmatori di Bill Gates si sono impegnati a fondo nell’ispirarsi a Tiger, quest’anno con Leopard il messaggio è più profondo, per provocare Gates e soci, nel corso del WWDC 2006 diversi cartelloni mostrano le provocatorie scritte “Hasta la vista, Vista!” e ancora il più significativo “Introducing Vista 2.0”.
Ma le novità continuano…

—OraCleUno Steve Jobs, dimagrito quasi in modo preoccupante, ha illustrato le novità che Leopard porterà con se entro il mese di Aprile 2007, si inizia da:
Time Machine, un’applicazione disponibile in Leopard, che farà il Bakup di un file automaticamente appena questo verrà modificato.
BootCamp che dopo mezzo milione di Download in versione Beta sarà preinstallato in Leopard, nella versione 1.0.
Space, permetterà di creare più di un Desktop sul proprio Mac, come già da anni accade su Linux, o grazie ad applicazioni esterne, facilitando la pulizia della propria scrivania.
Uno Spotlight migliorato ci darà la possibilità di cercare i documenti presenti nei computer in rete senza tutta la lentezza riscontrata attualmente, forse sfruttando l’indicizzazione del computer remoto.
Dashcode, infine è un programma che consentirà la creazione facilitata di Widget a colpi di mouse e senza bisogno di conoscenze profonde dell’html.
Tutte le altre iApps sono state sensibilmente migliorate o potenziate, permettendo a Leopard di divenire il degno successore di Tiger.

Sempre in occasione del WWDC, vengono rilasciati i nuovi MacPro e gli XServe con processori Xeon a 64 bit, con i quali viene completata la migrazione verso la piattaforma Intel.
I nuovi MacPro hanno tutto quello che chiedevamo e mancava ai PowerMac G5:
Spazio per due drive ottici, porte di connessione in abbondanza, più HD installabili, maggiore personalizzazione hardware in fase di acquisto. I potenti Risc G5 vengono rimpiazzati con gli altrettanto muscolosi processori Cisc Intel Xeon dual-core “Woodcrest” da 2 a 3 GHz, tutti in configurazione doppio dual-core, un’alternativa accettabile all’architettura dei vecchi Quad.
Restiamo in attesa di avere per le mani un nuovo MacPro Xeon a 2,66 GHz per poterlo confrontare con un vecchio Quad 2,5 e vedere se l’abbandono dell’architettura Risc riesca a dare ragione alla Apple, anche in virtù delle velocità maggiori di Bus di Sistema, Ram, e HD delle nuove macchine.


Come facilmente prevedibile, restano però disponibili sul listino Apple, i Power Mac G5 e gli XServe G5 per supportare i professionisti che utilizzano le decine di applicazioni principali non ancora universalizzate, o per chi fa uso ancora di qualche vecchio programma (anche di pochi anni) che gira solo sotto Classic.

Una curiosità: Nel frattempo, mentre Steve Jobs impegna tutto se stesso a cambiare le sorti di Apple, uno dei suoi fondatori materiali, Steve Wozniak, a più di 50 anni annuncia che per la fine del 2007 si cimenterà in una spericolata spedizione al Polo Sud, a bordo di un futuristico mezzo alimentato a idrogeno, in bocca al lupo, Woz!

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