Come scegliere l'UPS – recensione iTek ProPower 2000

UPS, PFC, onda sinusoidale: cosa significano questi termini e come scegliere il gruppo di continuità? Scopriamolo insieme!

La corrente elettrica, che giunge nelle nostre abitazioni e che alimenta i dispositivi, ha una forma ad onda sinusoidale; però la corrente può trasportare con sè delle impurità, può avere degli sbalzi di tensione oppure si può manifestare un’interruzione dell’erogazione e quindi mancare del tutto.

Cosa sono gli UPS e quanti tipologie esistono

Per le impurità si adoperano i filtri, per gli sbalzi di tensione si installano gli stabilizzatori e per garantire la continuità elettrica vengono impiegati gli UPS (Uninterruptible Power Supply – gruppo di continuità) i quali, dotati di batterie, affrontano le interruzioni elettriche (blackout) intervenendo in tempi ristrettissimi.

Gli UPS sono forniti di una o più batterie e di una circuiteria la quale permette di passare in automatico dalla rete elettrica alle batterie e viceversa. A seconda della tipologia di intervento, gli UPS si suddividono in: Offline (tempo di intervento: 10 millisecondi o poco più), Line Interactive (tempo di intervento: dai 2 ai 5-6 millisecondi) e Online (tempo di intervento immediato, la corrente è sempre trasformata dall’UPS e quindi necessita di dissipare molto calore: la ventola è sempre attiva).

Bisogna, però, specificare che gli alimentatori dei dispositivi possono adottare i PFC (Power Factor Corrector – Correzione del Fattore di Potenza) attivo o passivo. Se un dispositivo dispone di un alimentatore con PFC attivo, è veramente consigliabile (d’obbligo aggiungerei io) che ad essi sia fornita un’onda sinusoidale pura; invece per gli alimentatori con PFC passivo, è corretto affermare che non è strettamente necessario fornire un’onda sinusoidale pura, poichè sono in grado di lavorare anche con forme pseudo sinusoidali (o approssimata).

Nasce quindi in modo naturale la domanda: come si fa a sapere se un alimentatore adotta il PFC attivo o passivo?

La domanda può sembrare superficiale, ma non lo è. In tutta verità, per cercare di rispondere alla domanda, la dicitura PFC Active dovrebbe esser riportata sulla confezione dell’alimentatore stesso, ma in caso di apparecchi con alimentatore integrato all’interno (come gli iMac, ad esempio), ci si deve informare specificamente presso il produttore, leggendo il manuale o consultando le ricerche di coloro che hanno analizzato suddetti alimentatori.
Se questa ricerca può risultare dispersiva (e a volte può non produrre i risultati sperati), è sempre valida l’affermazione: fornire un’onda sinusoidale pura è sempre preferibile a quella pseudo sinusoidale.

Mac e UPS: quali?

Premesso ciò, spesso ci si chiede se i Mac necessitino di UPS Pure SineWave (con onda in uscita sinusoidale pura). La domanda è più che leggittima poichè gli UPS possono essere suddivisi in due gruppi:

  • UPS con onda in uscita sinusoidale pura (sinewave o pure-sinewave)
  • UPS con onda in uscita sinusoidale approssimata (pseudo-sinusoidale)

In parole povere, l’onda sinusoidale pura ha la stessa forma d’onda che ci arriva nella rete elettrica; quella approssimata invece è a “gradini” (più sporca); infine v’è l’onda quadrata, da evitare sempre ed è sempre meno diffusa.
I Mac sono dotati di alimentatori PFC (Power Factor Correction) ai quali, come abbiamo visto, è sempre caldamente consigliabile l’utilizzo di UPS con onda sinusoidale pura per scongiurare effetti collaterali tipo il coil whine o causare rischi più gravi al Mac e anche allo stesso UPS. Ci sono altri impieghi dove è d’obbligo l’impiego degli UPS con sinusoidale pura: penso ad esempio alle apparecchiature musicali e a quelle video che sono sensibilissime alla “sporcizia” dell’onda elettrica.

Domande frequenti sugli UPS

Quando comprare un UPS a “basso costo” (offline)?
Sinceramente, mi permetto di citare i saggi dicendo “come spendi mangi”.
Se un dispositivo, come abbiamo visto, ha un PFC attivo, è d’obbligo un UPS con sinusoidale pura; se invece ha un PFC passivo, gli si potrebbe tranquillamente affidare anche un UPS con onda sinusoidale approssimata. Il mio consiglio spassionato è che l’acquisto andrebbe sostetuto “una volta e bene”, quindi mi sento di consigliare sempre un UPS con sinusoidale pura.

Con l’avvento della domotica, la domanda è la stessa: ma quale UPS scelgo?
Ebbene, il discorso non cambia! Ci sono molte apparecchiature che mal digeriscono gli UPS con onda sinusoidale approssimata e che di conseguenza necessitano dell’onda sinusoidale pura.

Consigli sulle batterie?
Spesso lasciamo gli UPS sempre connessi senza effettuare una ciclica scarica delle batterie o, in extremis, una parziale. Scaricare quasi completamente le batterie degli UPS almeno una volta ogni 2 mesi, può fargli solo del bene.
Paragoniamo le batterie agli atleti: se un atleta dopo chilometri di corsa fa una pausa, può continuare a correre per altri chilometri; se invece lo si fa correre sempre senza pause, potrebbe drasticamente ridurre le aspettative di vita!
Questo è un paragone molto ampio, ma rende bene l’idea sull’importanza del ciclo di “scarica/carica” delle batterie. Quanto detto, anche per curiosità personale, mi è stato confermato più volte dall’assistenza telefonica Apple, per quanto possa valere.
Quindi, è buona norma effettuare periodicamente il ciclo completo di scarica/carica dei nostri apparecchi, UPS inclusi!

“io ho un MacBook, non mi serve il gruppo di continuità”
Questa è una domanda/affermazione che leggo spesso. Quanto affermato può esser parzialmente vero, però voglio precisare che la batteria dei MacBook non ha lo scopo specifico di gruppo di continuità!
Sì, certo, può capitare che in un solo caso di interruzione elettrica la batteria salvi il lavoro (come è giusto che sia); ma se si risiede in una zona con alta frequenza di blackout o problemi sulla qualità della corrente elettrica, è sempre meglio far intervenire l’UPS che la delicata batteria del MacBook! Fuori garanzia, la riparazione della batteria di un MacBook presso Apple costa dai 139 ai 209 euro!

PFC attivo e passivo.. Che vuol dire?
La Correzione del Fattore di Potenza (Power Factor Correction) migliora il rendimento della produzione dell’energia elettrica dell’alimentatore. Come abbiamo visto, esistono due tipi di PFC: PFC attivo e il PFC passivo. Per quel che ci interessa, se l’alimentatore ha PFC attivo necessita di un’onda sinusoidale pura; se invece l’alimentatore ha PFC passivo può non necessitare dell’onda sinusoidale pura.
Ai giorni nostri è sempre più frequente comprare dispositivi con alimentatore a PFC attivo. Da qui il mio consiglio di comprare sempre un UPS con onda sinusoidale pura. Certo, ci si può informare preventivamente se e quale alimentatore è montato nel nostro dispositivo, ma a mio parere è quasi folle voler rischiare di rovinare un iMac Pro per risparmiare qualche euro sugli UPS!

Recensione iTek ProPower 2000

Per gentile concessione, iTek mi ha permesso di metter mani su un esemplare di ProPower 2000 su cui ho potuto effettuare delle prove sia per recensire il prodotto sia per verificare il corretto funzionamento con i Mac. iTek copre tutte le tipologie di UPS: GenPower e ComPower (offline), KingPower e WinPower (online), WalkPower (Line Interactive) e ProPower (Line Interactive SineWave).

Il ProPower 2000 proposto da iTek è un UPS Line Interactive SineWave con potenza in uscita di 1400W (2000VA), è dotato di 2 batterie, un allarme acustico, 4 prese Schuko, AVR, una porta seriale RS232 ed una USB, ha un comodo display di colore bianco, ha un filtro per l’ethernet e pesa circa 14kg.

Strutturalmente il ProPower 2000 è molto robusto; il display è chiaro ed è facile da leggere e rimane sempre acceso (si spegne solo se l’UPS è spento ed è staccato dalla rete elettrica); è dotato di AVR (regolatore di tensione) e la ventola interviene solo in caso di alimentazione da batteria.

Il display è suddiviso in 2 parti: sulla sinistra troviamo le informazioni sulla corrente in entrata, il livello del carico, l’indicatore dell’AC Mode (modalità corrente elettrica) e l’indicatore del sovraccarico; invece sulla destra troviamo le informazioni sulla corrente in uscita, il livello di carica delle batterie, l’indicatore di batterie scariche, l’indicatore della BATT. Mode (ovvero quando il sistema è alimentato dalle batterie dell’UPS) e un indicatore di guasti.

In due settimane ho effettuato moltissimi cicli di carica/scarica avendo collegato e acceso vari Mac e dispositivi audio e ho sottoposto il ProPower 2000 alle situazioni classiche che si possono presentare in ambienti domestici e professionali. Il tempo di intervento dichiarato da iTek è di 2-6 millisecondi; invece il tempo di trasferimento dalla batteria alla rete elettrica è di circa 2 secondi. Quest’ultimo lasso di tempo permette all’UPS di non trasferire da batteria alla rete in caso di frequenti e ravvicinate interruzioni di corrente, anch’esse simulate nelle prove.

Prove effettuate

Stress test carico/scarico – durata ricarica/scarica
Con le 4 prese Schuko presenti, ho alimentato e acceso (a seconda dei casi) 3-5 Mac, iMac e Macbook e apparecchiature audio conteggiando un assorbimento massimo di 1200 Watt (ovvero lasciando un buon 15-20% di margine all’UPS per eventuali picchi) facendoli lavorare sia a pieno regime che con operazioni basilari o nulle (idle = inattività).

Con un solo iMac in fase di esportazione video, ho voluto riprodurre la situazione in cui si deve consegnare un lavoro/video urgente e non si vogliono avere imprevvis.. Zac! Blackout!
La durata della carica dell’UPS in questa situazione è in media 30-45 minuti (a seconda dell’assorbimento del Mac). L’iMac ha continuato a lavorare come se nulla fosse successo..

Con più di un Mac, ho voluto misurare quanto tempo servisse per spegnere i Mac di un gruppo di 2-5 utenti tutti collegati allo stesso gruppo di continutà; ebbene durante la pioggia torrenziale, completamente al buio, il ProPower 2000 mi ha assicurato dai 10 minuti (medi) ai 20 minuti (medi), tempo più che congruo per ultimare le operazioni e spegnere in tutta sicurezza i Mac.

Durante le prove di stress, non ho avvertito nessun coil whine o altra casistica connessa, non c’è stata alcuna variazione di temperature (in particolar modo le temperature dell’alimentatore, controllate con Macs Fan Control, sia in idle che a pieno regime); nelle apparecchiature audio non ho constatato nessuna anomalia e l’UPS non si è mai surriscaldato o avuto alcun problema.
Il tempo di ricarica totale delle batterie è di circa 6-7 ore, un tempo accettabile considerato l’alta protezione che il ProPower 2000 offre ai nostri dispositivi.
Ricordo che è sconsigliato collegare stampanti laser agli UPS le quali possono danneggiare gravemente i gruppi di continuità.

Garanzia e assistenza per le batterie

Nella garanzia di 24 mesi rientra l’eventuale cambio delle batterie in caso di guasto. Decorsa la garanzia, chi dovesse aver bisogno di sostituire le batterie, iTek invita gli utenti a rivolgersi al loro Customer Care (che risponde all’email support@itekevo.com) il quale li guiderà durante l’acquisto delle nuove batterie.
La sostituzione delle batterie in autonomia (fai da te), oltre i termini della garanzia, la consiglio solamente a chi ha già esperienza con i gruppi di continuità poichè, considerate la componentistica elettrica degli UPS è bene sapere cosa e come agire su di essi onde evitare rischi alla persona che “ci mette le mani”.

Software di controllo e compatibilità MacOS

Il ProPower 2000 ha molti pregi, ma l’unico difetto che individuo è l’incompatibilità nativa con macOS, ovvero la compatibilità con la funzione UPS che troviamo in Preferenze di sistema > Risparmio energia. Infatti il ProPower, collegato al Mac con il cavo USB, viene riconosciuto come un adattatore USB to Serial.

ViewPower

Il ProPower però è corredato del software ViewPower (distribuito su CD e scaricabile online) che iTek consiglia per i sistemi operativi Windows. ViewPower si basa su JAVA (installa anche la sua runtime), ha molte opzioni e impostazioni, gli indicatori dello stato di carica e del livello di carico mi ricordano i misuratori ad orologio che ci fanno assaggiare e ricordare uno stile industriale: pochi fronzoli e totale controllo.

LocalView

Per i sistemi MacOS, iTek invece consiglia l’applicazione LocalView che consente di monitorare lo stato dell’UPS sia in una versione “veloce” (LocalView Viewer) sia in quella esperta (LocalView Expert, accessibile cliccando sull’omino con l’ingranaggio in alto a destra).
L’icona nel tray (ovvero le icone vicino alla data e all’ora) lancia un menù contestuale minimale contenente: lo stato dell’UPS, il collegamento a LocalView Viewer e il collegamento a LocalView Expert.

In poche parole, LocalView è un applicativo “web-based” (passatemi il termine), cioè è basato su un “piccolo server” che lavora in localhost, quindi accessibile da qualsiasi browser. La visione veloce dà uno sguardo rapido al carico complessivo espresso in percentuale, allo stato di carica della batteria, permette di effettuare un test rapido delle batterie e permette di silenziare l’allarme in caso di alimentazione da batteria.

La visione esperta permette di visualizzare ed esportare (in formato *.txt) lo storico degli eventi, permette di impostare vari parametri per l’avviso, lo spegnimento, l’invio di email e altre configurazioni di comunicazione con l’UPS.

Considerazioni finali

Dopo tutte le prove stress, (poverino!) l’iTek ProPower 2000 io lo considero ed è risultato un ottimo prodotto sia per la qualità costruttiva che per il prezzo. Le sue caratteristiche qui descritte fanno dimenticare la piccola mancanza del supporto nativo a macOS (comodamente rimpiazzabile da ViewPower o da LocalView) e si posiziona egregiamente sia nei vari ambiti domestici, sia in applicazioni di domotica, sia nelle situazioni degli studi professionali. Lo si può trovare su Amazon e dai rivenditori ufficiali.

Spero di aver fatto un po’ di chiarezza sui gruppi di continuità e i vari modelli disponibili sul mercato. In caso di dubbi, il Forum è in attesa della tua domanda!
Io ringrazio iTek per aver messo a disposizione il ProPower 2000 così da redigere in modo più dettagliato questo articolo! Ora, l’iTek ProPower 2000 merita un po’ di riposo!

kext

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